La decenza di non disertare

Ci sono due modi molto comodi per non fare niente. Il primo è negare che ci sia qualcosa da fare. Il secondo, più elegante e forse più contemporaneo, è ammettere che il problema esiste ma dichiararlo troppo grande per noi.Nel primo caso ci si salva con l’ignoranza. Nel secondo con l’impotenza.Il risultato, curiosamente, è lo…

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Una città non muore tutta insieme…

Una città non comincia a morire quando chiude un museo, quando una facciata annerisce o quando una piazza diventa un parcheggio. Quelli sono soltanto i sintomi visibili.Una città comincia a morire molto prima, quando smette di riconoscere ciò che ha davanti.Caserta possiede perfino l’imbarazzo della bellezza. Una Reggia che basterebbe da sola a costruire l’identità…

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A un certo punto gli ombrelloni si chiudono.

Nessuno decide davvero che l’estate è finita. Non c’è un ultimo giorno ufficiale, né qualcuno che venga a spegnere il mare. Succede piuttosto che una sera la spiaggia cominci a raccogliersi. Una sdraio viene impilata sulle altre, un tavolino scompare, le voci diventano più rade. E quella stoffa che per settimane aveva occupato il cielo…

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Parlarne tra amici…

L’intelligenza ha questo piccolo difetto: a forza di capire tutto, finisce per convincersi di poter prevedere anche ciò che proveremo.Frances, per esempio, sembra aver organizzato la propria esistenza come si organizza una libreria: ogni cosa al suo posto, possibilmente con un criterio. È intelligente, osserva molto, parla bene, pensa ancora meglio. Soprattutto pensa continuamente. A…

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C’è una cosa che la scienza fa con una certa eleganza…

C’è una cosa che la scienza fa con una certa eleganza, e che agli uomini riesce molto meno bene: non serba rancore.Prende una buona idea, la mette alla prova, la corregge, la migliora e poi la porta altrove. Non le interessa sapere chi, qualche anno prima, l’avesse insultata su Facebook.Ed è forse questo il dettaglio…

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La scienza con il guinzaglio…

C’è un modo molto semplice per riconoscere quando la politica comincia a diventare pericolosa: non quando discute con la scienza, ma quando pretende di suggerirle la risposta. È una differenza sottile soltanto in apparenza.La politica ha tutto il diritto di scegliere. Anzi, è esattamente il suo mestiere. Può decidere quali valori privilegiare, quali interessi contemperare,…

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[…]

Ci sono parole che arrivano leggere.Le senti mentre hai ancora il sale addosso, tra una nuotata e l’altra, con il sole che dovrebbe rendere innocuo quasi tutto. Vengono dette senza cattiveria, magari perfino con affetto. Come si dice che l’acqua è fredda o che domani forse cambia il tempo.Poi però restano.Vecchio. È una parola curiosa,…

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Il terzo autore …

C’è una strana abitudine che abbiamo con le grandi storie: a distanza di tempo sentiamo il bisogno di metterle in ordine.Di stabilire chi abbia fatto cosa, chi debba essere ricordato per le parole e chi per la musica, chi fosse il poeta e chi l’interprete. È rassicurante. Le categorie servono soprattutto a questo: a rendere…

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La parte di noi che resta altrove…

A un certo punto abbiamo smesso perfino di scrivere le sciocchezze. Ci siamo accorti che era faticoso.Bisognava scegliere le parole, metterle in fila, ricordarsi dove andava una virgola, sostenere per almeno tre righe la responsabilità di un pensiero. Troppa roba. Molto più comodo accendere la fotocamera frontale. E così la stupidità ha fatto un salto…

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Il mare c’è, ma non si vede…

Ci sono libri che d’estate si leggono. E libri che, nonostante l’estate, succedono. Ti prendo e ti porto via di Niccolò Ammaniti appartiene alla seconda categoria.L’ho letto in vacanza, che è quella stagione dell’anno in cui pretendiamo dalla vita una specie di tregua sindacale: meno pensieri, più mare, qualche birra fredda, libri possibilmente indulgenti e…

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