Napoli non è una cartolina. Per fortuna.

Ci sono città che si possono descrivere e città che, appena provi a descriverle, si mettono di traverso.Napoli appartiene alla seconda categoria.Ogni volta che qualcuno tenta di chiuderla dentro una definizione, lei trova una porta laterale ed esce. Se dici che è allegra, ti mostra una malinconia antica. Se dici che è povera, ti porta…

Continua a leggere →

Le parole che bisogna far accadere…

Ci sono bambini che imparano presto a non chiedere. Non perché non desiderino. Non perché non abbiano fame di cose, di carezze, di attenzioni. Semplicemente perché hanno capito che chiedere è un gesto inutile quando dall’altra parte non c’è nessuno disposto ad ascoltare.Cáit, la bambina di Un’estate di Claire Keegan, appartiene a questa specie silenziosa…

Continua a leggere →

Gli anni senza il tasto replay

Gli anni Novanta non avevano memoria sufficiente.Ed è forse per questo che ne avevano molta.Non c’era un telefono pronto a certificare che eravamo stati felici. Nessuna storia da pubblicare prima ancora che la storia fosse accaduta. Nessun video verticale a dimostrare che quella sera avevamo ballato, riso, bevuto qualcosa di troppo, baciato qualcuno che poi…

Continua a leggere →

Mi scusi ancora…

Il signor Arturo Lamberti era un uomo educato. Non genericamente educato. Educato sul serio.Ringraziava il casellante dell’autostrada, salutava i distributori automatici quando gli restituivano il resto e, se entrando in un negozio faceva suonare per errore il campanello due volte, provava un leggero imbarazzo.Una volta aveva chiesto scusa a una sedia dopo averle dato un…

Continua a leggere →

Il tempo non muore, cambia voce…

Ci sono uomini la cui morte appartiene alla cronaca e uomini per i quali la cronaca, improvvisamente, sembra uno strumento troppo piccolo.Francesco Guccini apparteneva ai secondi.Dire che è morto significa registrare correttamente un fatto e sbagliarne completamente la misura. Perché Guccini, da molto tempo, non coincideva più soltanto con l’uomo che portava quel nome. Era…

Continua a leggere →

Il campo dopo giugno

L’aria di giugno restava sui muri,il campo dormiva lontano,avevi nel corpo la corsa del giornoe l’erba rimasta alle scarpe,e l’erba rimasta alle scarpe. Eri tornato parlando del niente,di amici, di gioco, d’estate,la vita davanti aveva il rumoredi mille cose non fatte,di mille cose non fatte. Poi venne la notte, una notte qualunque,le case abbassarono il…

Continua a leggere →

Dio è risorto…

Ci sono persone che passano la vita a cercare risposte. E altre che passano la vita a difendere le proprie risposte da qualsiasi domanda.Le prime mi sono sempre sembrate più interessanti. Forse perché il dubbio non è una debolezza. È una forma di onestà.Non ho mai creduto che basti dichiararsi credenti per essere migliori. E…

Continua a leggere →

L’avvelenata.

Alcune parole arrivano troppo presto per essere capite davvero. A diciassette anni le chiami canzoni, perché non sai ancora che certe frasi stanno scegliendo, in silenzio, l’uomo che proverai a diventare. Le impari a memoria quasi per caso. Poi restano. Ti insegnano che la dignità vale più della convenienza. Che chi cade non va deriso,…

Continua a leggere →

Francesco Guccini…

Ci sono persone che non entrano nella nostra vita. Ci aspettano.Stanno già lì, in una radio accesa durante un viaggio troppo lungo, in una cassetta consumata sul sedile di un’auto, in una voce che un amico insiste a farti ascoltare, in un verso che all’inizio non capisci e che poi, molti anni dopo, ti spiega…

Continua a leggere →