Una merda d’artista…

manzoni

Si prenda questa dichiarazione: «Non penso che la mammografia non sia utile o necessaria. Anzi penso che sia utilissima. Ce l’avevo con la cattiva informazione che fa credere che facendo questo esame non venga il tumore». Bene, prendetevi il tempo necessario a rileggerla con calma e, appena fatto, confrontatela con quest’altra: «la differenza di mortalità tra chi la fa e chi non si sottopone alla mammografia ogni due anni è di due su mille».
Entrambe le dichiarazioni — roba da non crederci, eh — vengono dallo stesso ometto: in meno di dodici ore, Beppe Grillo, pur di non ammettere di aver detto una cazzata grande quanto una montagna, è passato dall’affermare che l’esame diagnostico era utile nel 2 per mille dei casi — dico due per mille — a un 100 per cento dei casi trattati e — qui, se permettete, è  il punto — senza mai citare le fonti da cui ha attinto questi dati. Non solo: pur di non ammettere la colossale cazzata, che ti fa l’artista? Mi propone una spiegazione la cui logica a cazzo di cane prevede un’unica e sensata obiezione: “di grazia — andrebbe da dirgli in faccia — citami gli articoli dove hai letto che la mammografia viene usata a mo’ di vaccino antitumorale”. Come? Dici che non li trovi?! Un attimo! Da questa parte, prego. Procedere lentamente, mi raccomando. Occhio, prego, ché un camion in retromarcia è sempre un camion in retromarcia. Piano… piano… ancora un poco. Ecco, stop. Prego sganciate i fermi posteriori e azionare la leva per sollevare il cassone. Giù, giù col letame sul qui presente artista. Grazie.

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