…oltre che soddisfazioni

  

Immaginate che Francesco – vostro figlio – sia sempre taciturno, schivo, introverso, non ami giocare coi suoi coetanei; di notte, mettiamo che il fanciullo confessi di sognare il diavolo e vi capiti – siamo già verso i nove anni – di sorprenderlo a flagellarsi la schiena con una catena. Immaginate ancora che Francesco, vostro figlio, sia attratto ossessivamente dal “sistema pilifero” di Padre Camillo da Sant’Elia a Pianisi: “La barba di fra Camillo – avrà modo di confessarvi – si era ficcata nella mia testa, e nessuno mi poté smontare”; che il piccoletto abbia febbri continue, spesso oltre i quaranta, intervallate con continui malanni respiratori e intestinali. Che vi chieda, in continuazione, di ripetergli la storia delle stigmate di San Francesco e che a sentirsela raccontare vada ogni volta fuori di testa, come in trance. Che lo troviate spesso gonfio come un pallone, pieno di lividi e tagli e, a domanda, la risposta sia: «L’altra notte la passai malissimo; quel cosaccio da verso le dieci, che mi misi a letto, fino alle cinque della mattina non fece altro che picchiarmi continuamen­te. […] Credevo proprio che fosse quella propriamente l’ultima notte di mia esistenza; o, anche non morendo, perde­re la ragione. Ma sia benedetto Gesù che niente di ciò s’avverò. Alle cinque del mattino, allorché quel cosaccio andò via, un freddo s’impossessò di tutta la mia persona da farmi tremare da capo a pie­di, come una canna esposta ad un im­petuosissimo vento. Durò un paio d’ore. Andai del sangue per la bocca». Che su un suo tema in classe, a quindici anni, leggiate: “Oh, se fossi re, combatterei prima di tutto il divorzio, da molti cattivi desiderato, e farei sì che il sacramento del matrimonio fosse maggiormente rispettato… Io cercherei di illustrare il mio nome col battere sempre la via del vero cristiano; guai poi a coloro che non volessero seguirla. Li punirei subito o col metterli in prigione o coll’esilio, oppure con la morte“.
Immaginato tutto? Fatto? Bravi! Adesso – mi pare lecito – la domanda è: voi, da genitori, che fareste? Ricovero? Psicoterapia? Oppure, che ne so, esorcista? Col cuore in mano, credetemi: qualunque cosa decidiate di fare, siete in errore. Per carità di Dio, fermatevi! Mi raccomando! Ché con un po’ di culo, qualche goccia di acido fenico puro e, magari, l’interessamento di qualche buon prelato in alto loco avrete un autentico santo in famiglia. E so’ soldi (oltre che soddisfazioni)!

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