Appunti

Dapprincipio, con vigore, si tenta di metter fine alle grandi migrazioni. E così, gli imperatori romani erigono un vallum qua e uno là a protezione sia dei castra che dei confini e mandano le quadrate legioni in avanti per sottomettere gli invasori; vengono poi a patti e provano a disciplinare le prime installazioni per poi, in seguito, allargare la cittadinanza romana a tutti i sudditi dell’impero. Alla fine, sulle rovine della romanità, ecco fiorire quelli che gli storici usano definire regni romano-barbarici: origine dei nostri paesi europei, delle lingue che fieramente oggi parliamo, delle istituzioni politiche e sociali che ci appartengono.
Le grandi migrazioni, anche a volerlo, non si possono fermare e, paradossalmente, qualsiasi tipo di intervento regolatore produce un aumento della pressione migratoria verso altre zone a creare, se è possibile, ancora più caos nei paesi di transito. Al di là dei calcoli elettorali o, magari, della miope incapacità di gestione politica, occorre, semplicemente, prepararsi a vivere una nuova stagione della cultura afroeuropea.

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