Tag Archive for 'Napoli'

quando il popolo si riduce a plebe…

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A Napoli sono in vendita magliettine con la scritta «I love Papi». L’idea – dice il Corriere – è venuta ad un 29enne (tale Salvatore Finaldi) che gestisce il suo “piccolo e colorato” negozietto al centro storico di Napoli: «Ne ho già vendute una sessantina – dice Salvatore – e ho tante altre ordinazioni: chi vuole la stampa sulla polo, chi sulla felpa col cappuccio. [...] Quando Berlusconi ritornerà a Napoli, perché so che viene spesso, vorrei potergliene regalare una. È una persona di spirito, penso che la accetterà volentieri».
È il servo pronto a soddisfare il padrone ben oltre la norma che, di questi tempi, fa strada: anni e anni di finissimo rincoglionimento mediatico non possono che produrre tali storture comportamentali – e tra le mani, senza dover sudare più di tanto, ti ritrovi un popolo che si riduce a plebe. Felice d’esserlo.
Bisogna aver pazienza, tanta. Bisogna non stancarsi, mai.

sicuramente gli farà piacere…

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«I sondaggi che ho io mi danno il 75,1% di consensi» mentre per il presidente degli Stati Uniti, Barak Obama, «i sondaggi che conosco io dicono che luì è al 59%: soltanto Lula (il presidente del Brasile) arriva al 64%. Quindi il mio è un record assoluto». Così il premier Silvio Berlusconi, arrivando [il primo maggio scorso] al Teatro San Carlo di Napoli per il concerto della Berliner Philharmoniker diretto dal maestro Riccardo Muti. All’uscita, però, è stato “salutato” da fischi e grida: «Vattene via». Pochi invece gli applausi. (da laRepubblica.it)
Se volete esprimere la vostra soddisfazione al Presidente perché pensate che se la sia cavata alla grande, o se volete esprimergli la vostra solidarietà perché pensate che l’affronto resti tutto intatto, potete telefonargli, sicuramente gli farà piacere: 0667791. Risponde papi.

la sventurata rispose…

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«Ho partecipato a programmi Rai, ho fatto la valletta, qualche cortometraggio. Ora faccio la “gossippina” per una tv locale, Rete A.» [da la Repubblica del 29.04.2009]

come una trottola…

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«Non drammatizziamo, non è morto nessuno», dice Rosa Russo Iervolino. Roba che il povero Giorgio Nugnes starà frullando nella tomba come una trottola.

finalmente…

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Dice Veltroni: “O si cambia o gli elettori ci puniranno”. E qua uno s’aspetterebbe un bel “Wow!”. Vabbe’, lasciamo perdere: veniamo al merito e gioiamo. Cazzo, finalmente l’ha capito.

io non scappo…

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Gli arresti e il precipitare di ogni cosa scuotevano la giunta tutta intera come foglie morte su un acero in novembre e lei, Rosa Russo Iervolino, pur di non lasciare s’è decisa a un rimpasto (checché se ne dica): «È – dice il sindaco – un governo di piena innovazione. Ci sono sei nuovi assessori, che poi hanno gli incarichi più importanti, e altri quattro sono cambiati pochi mesi fa. Questo è il rinnovamento. Più di così non si poteva fare». Già. Più di così non si poteva fare, per mantenerla attaccata alla poltrona ché se il sindaco ne mandava a casa solo uno in più, uno solo, sarebbe caduta pure lei. Un rimpastuccio, insomma, in piena regola che è servito per non cadere rovinosamente e, di sponda, per dimostrare che il Pd a Napoli può mantenere la guida del Comune solo con questi espedienti, solo se accetta di essere impotente ad ogni reale cambiamento.
“Noi – ha dichiarato il sindaco – dobbiamo essere la discontinuità nella continuità”: una così forte contraddizione in termini, lanciata ai tg, come nulla fosse, senza manco arrossire un pochino, senza scuorno. Anzi, da consumata attrice, la Rosetta di Napoli continua dicendo: “Ho fatto parte di 10 governi. Almeno otto sono andati in parlamento con una possibilità di rischio. Una cosa è arrivare con il rischio dopo aver tentato il tutto e per tutto, una cosa è scappare. E io non scappo”. Infatti, lei non scappa. Manco se la vogliono cacciare a pedate nel culo.

guapparia…

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«Il suicidio di Nugnes lo leggo come un sussulto di dignità che probabilmente sarebbe mancato ad altri… Se l’avessi incrociato non avrei esitato a rimproverarlo bonariamente e a mollargli, pur maternamente, anche due sganassoni. »

Rosa Russo Iervolino, 31.12.2008

altro che riscaldamento globale…

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Stamane ho aperto la finestra con l’idea di sfidare l’alba, di scrutarne la misteriosa grandezza – quella che, secondo Victor Hugo, “si compone d’un residuo di sogno e d’un principio di pensiero”. Una mazzata di gelo in faccia mi ha subito fatto cambiare idea.

[...]

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No. 36 – Hope is a good breakfast, but it is a bad supper.

(Francis Bacon, Apophthegms, 1624)

…riservato ad adulti paganti

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Al netto di divorzio, aborto, coppie di fatto e testamento biologico, che almeno sono grandi questioni etiche e sociali, possibile che anche un innocuo sexy shop possa scuotere e turbare le coscienze dei cattolici? Pare – a dar retta a quanto riportato qui – che la cosa sia possibile: un sexy shop a San Giorgio a Cremano deve vedersela con le proteste dei fedeli e del parroco che ritengono “controcorrente” l’attività commerciale.
Ora, a parte che definire un legittimo esercizio commerciale “controcorrente” non significa un cazzo, che disturbo potrà mai arrecare un anonimo negozietto riservato ad adulti paganti? Vuoi vedere che il parroco teme la concorrenza? E soprattutto: ammesso pure che l’attività disturbi l’animella vergine di qualche fottuto moralista, da quale marcio luogo della psiche può sortire l’istinto di ostacolarla o di combatterla a colpi di petizioni, visto che riguarda altri e non costringe alcuno? La domanda è banale ma è sempre la solita: poichè nessuno obbliga nessun “cattolico” timorato del sexy shop a frequentarlo, perché mai costui si sente in obbligo di impedire agli altri di comprare un vibratore o di farsi una sega?