Lo shutdown non è una crisi, ma una confessione.

Negli Stati Uniti, quando si parla di shutdown, si alza subito il tono drammatico. Le testate aprono con titoli apocalittici, le immagini mostrano cancelli chiusi e turisti smarriti davanti alla Statua della Libertà, e i commentatori parlano di “crisi senza precedenti”. Ma a ben guardare, lo shutdown americano è più una forma di teatro politico…

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O forse non guarda nemmeno.

Oggi, a Washington, nel Campidoglio che quattro anni fa fu assediato dai suoi sostenitori, Donald Trump si insedia come quarantasettesimo presidente degli Stati Uniti. È una giornata carica di simboli, di tensioni, di significati che sembrano urlare più forte delle parole. Qui, dove si è vista la democrazia vacillare, oggi siede di nuovo il suo…

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i barbari vincono

Ogni volta che subisce una batosta, la sinistra delle barche a vela e degli chef stellati osserva il ceto medio trionfante del Nord con un moto di stupefatto disgusto. È successo in passato, è successo anche questa volta. La società incivile: li chiamano così, quei milioni di italiani che si sentono all’opposizione dai tempi del…

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nulla sarà più come prima

Ogni tanto, a maggior scorno di quanti, sondaggisti o politologi di ogni risma, hanno affrontano la delicatissima partita elettorale facendo finta di ragionare con i vecchi schemi e le vecchie regole del gioco, ecco, torna il punto: nulla sarà più come prima. Lo dicono tutti, oramai: domenica 4 marzo è definitivamente tramontato il mondo della…

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…la minima occasione di godimento.

Le chiacchiere di questi giorni a proposito del governo che verrà, mi ricordano uno dei tipici giochetti dell’infanzia: «Preferiresti morire bruciato, impiccato, squartato, annegato o decapitato?». Si rabbrividiva, si rideva e poi si sceglieva a turno, tra i possibili supplizi, quello che almeno allora pareva il meno atroce. Ecco, il chiacchiericcio sulle possibili opzioni di…

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…un capolavoro di comunicazione politica.

Mettiamola così. Sono stato messo con le spalle al muro dalla mia smisurata onestà intellettuale (che è inferiore solo alla mia modestia). La parte in me integerrima ha puntato l’indice sotto il naso a quella faziosa, e le ha intimato: “Ammetti subito il tuo errore di valutazione, riconoscilo. Intanto che t’affannavi a guardare il dito,…

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L’astensionista narciso…

Nell’astensionismo c’è un po’ di tutto: menefreghismo, rabbia, vendetta, delusione. Ma soprattutto c’è narcisismo, il “nessuno merita il mio voto”; ed è, tra tutte, la componente la meno scusabile. L’astensionista narciso odia doversi specchiare nell’immagine imperfetta e corrotta della politica, non ne accetta i limiti, la parzialità, la fallibilità. È, di fondo, un totalitario, uno…

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