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Siamo navi in mezzo a un mare…

Siamo navi in mezzo a un mare di volti, parole, gesti. Avanziamo, confidando in quello che vediamo, in quello che sentiamo. Un mare in continuo mutamento: onde di cortesia, flutti di interesse. Ma, talvolta, l’acqua che accarezza la chiglia si ritira, lasciando scoperte pietre aguzze di falsità e vuoto.

Ci crediamo viandanti su una strada lastricata di sincerità, ma a un tratto, l’asfalto cede il passo a un muro liscio e freddo. Fine del percorso. E’ la scoperta di un inganno, una trappola in cui siamo caduti senza neanche saperlo.

Il primo assalto è quello della rabbia, irruente come il vento di maestrale che scuote il mare. Ci sentiamo traditi, presi in giro, manipolati. Una caccia in cui siamo la preda inconsapevole.

Dopo la rabbia, arriva la delusione, silenziosa, sottile. Non una tempesta, ma una pioggia autunnale che ci bagna l’anima. Ci si dispera per la perdita di qualcosa che credevamo nostro, ma che mai abbiamo realmente posseduto.

E infine, il dubbio si insinua nelle crepe dell’anima. E’ un veleno sottile che corrode la fiducia, rende ogni gesto sospetto, ogni parola una possibile menzogna.

Ma in questo mare tumultuoso, c’è una verità che emerge come un faro nella notte. La verità che, nonostante tutto, siamo ancora qui, ancora capaci di sentire, di soffrire, di sperare. E questa è la nostra vittoria.

Gli inganni, le delusioni non ci svuotano, ma ci riempiono. Ci riempiono di vita, di sentimenti, di esperienze. E ogni inganno subìto, ogni delusione patita, è un gradino che ci porta più in alto, verso la consapevolezza, verso l’autenticità. E, nonostante tutto, continuiamo a navigare. Perché il mare, pur con le sue tempeste e i suoi inganni, rimane il luogo in cui vogliamo stare. È il luogo in cui ci scopriamo veri, autentici, vivi. È il luogo in cui, nonostante tutto, ci sentiamo a casa.

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