A un certo punto gli ombrelloni si chiudono.

Nessuno decide davvero che l’estate è finita. Non c’è un ultimo giorno ufficiale, né qualcuno che venga a spegnere il mare. Succede piuttosto che una sera la spiaggia cominci a raccogliersi. Una sdraio viene impilata sulle altre, un tavolino scompare, le voci diventano più rade. E quella stoffa che per settimane aveva occupato il cielo…

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Parlarne tra amici…

L’intelligenza ha questo piccolo difetto: a forza di capire tutto, finisce per convincersi di poter prevedere anche ciò che proveremo.Frances, per esempio, sembra aver organizzato la propria esistenza come si organizza una libreria: ogni cosa al suo posto, possibilmente con un criterio. È intelligente, osserva molto, parla bene, pensa ancora meglio. Soprattutto pensa continuamente. A…

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C’è una cosa che la scienza fa con una certa eleganza…

C’è una cosa che la scienza fa con una certa eleganza, e che agli uomini riesce molto meno bene: non serba rancore.Prende una buona idea, la mette alla prova, la corregge, la migliora e poi la porta altrove. Non le interessa sapere chi, qualche anno prima, l’avesse insultata su Facebook.Ed è forse questo il dettaglio…

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La scienza con il guinzaglio…

C’è un modo molto semplice per riconoscere quando la politica comincia a diventare pericolosa: non quando discute con la scienza, ma quando pretende di suggerirle la risposta. È una differenza sottile soltanto in apparenza.La politica ha tutto il diritto di scegliere. Anzi, è esattamente il suo mestiere. Può decidere quali valori privilegiare, quali interessi contemperare,…

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[…]

Ci sono parole che arrivano leggere.Le senti mentre hai ancora il sale addosso, tra una nuotata e l’altra, con il sole che dovrebbe rendere innocuo quasi tutto. Vengono dette senza cattiveria, magari perfino con affetto. Come si dice che l’acqua è fredda o che domani forse cambia il tempo.Poi però restano.Vecchio. È una parola curiosa,…

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Il terzo autore …

C’è una strana abitudine che abbiamo con le grandi storie: a distanza di tempo sentiamo il bisogno di metterle in ordine.Di stabilire chi abbia fatto cosa, chi debba essere ricordato per le parole e chi per la musica, chi fosse il poeta e chi l’interprete. È rassicurante. Le categorie servono soprattutto a questo: a rendere…

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La parte di noi che resta altrove…

A un certo punto abbiamo smesso perfino di scrivere le sciocchezze. Ci siamo accorti che era faticoso.Bisognava scegliere le parole, metterle in fila, ricordarsi dove andava una virgola, sostenere per almeno tre righe la responsabilità di un pensiero. Troppa roba. Molto più comodo accendere la fotocamera frontale. E così la stupidità ha fatto un salto…

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Il mare c’è, ma non si vede…

Ci sono libri che d’estate si leggono. E libri che, nonostante l’estate, succedono. Ti prendo e ti porto via di Niccolò Ammaniti appartiene alla seconda categoria.L’ho letto in vacanza, che è quella stagione dell’anno in cui pretendiamo dalla vita una specie di tregua sindacale: meno pensieri, più mare, qualche birra fredda, libri possibilmente indulgenti e…

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Napoli non è una cartolina. Per fortuna.

Ci sono città che si possono descrivere e città che, appena provi a descriverle, si mettono di traverso.Napoli appartiene alla seconda categoria.Ogni volta che qualcuno tenta di chiuderla dentro una definizione, lei trova una porta laterale ed esce. Se dici che è allegra, ti mostra una malinconia antica. Se dici che è povera, ti porta…

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Le parole che bisogna far accadere…

Ci sono bambini che imparano presto a non chiedere. Non perché non desiderino. Non perché non abbiano fame di cose, di carezze, di attenzioni. Semplicemente perché hanno capito che chiedere è un gesto inutile quando dall’altra parte non c’è nessuno disposto ad ascoltare.Cáit, la bambina di Un’estate di Claire Keegan, appartiene a questa specie silenziosa…

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