…il motivo per non usare la fragilità come scusa

La forza, quella che poi ti salva davvero, non somiglia mai a come te la raccontavi. Non è una spalla larga su cui appoggiarti senza pensare. Non è una frase a effetto buona per la foto motivazionale. Non è neppure quella voce interiore che nei film arriva sempre puntuale, lucida, e dice “dai” come se…

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Diventare ciò che sei (che è la cosa più difficile)

C’è un equivoco moderno, gentile e feroce, che ci accarezza mentre ci svuota: l’idea che tu possa diventare qualsiasi cosa. È un mantra con la voce di uno spot, e fa comodo a tutti perché ti responsabilizza senza mai chiederti davvero conto di te stesso. Se fallisci, è colpa tua. Se riesci, è merito del…

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I superstiti: che cos’è un classico…

Ci sono libri che ti vengono incontro con la faccia sbagliata. Non per colpa loro: per colpa del primo incontro. Perché li hai visti per la prima volta dentro un’aula, sotto una lampada al neon, con la pagina già numerata in un’interrogazione futura. E allora quel libro — che magari era vivo — ti è…

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Il sapere mangiato in piedi…

C’è stato un tempo in cui la scuola aveva l’odore dei posti importanti. Non perché fosse bella — spesso era grigia, sbrecciata, con le finestre alte e le sedie che scricchiolavano come vecchie promesse — ma perché dentro ci si entrava con una certa postura del cuore. Quella di chi non sa ancora tutto, e…

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M’insegnavate come l’uom s’etterna…

Ci sono parole che ti vengono addosso come certi profumi: non li hai scelti, eppure ti restano addosso per ore. Ti precedono. Dicono qualcosa di te prima ancora che tu apra bocca. “Professore” è una di quelle. Ha un suono antico, quasi liturgico. E dentro, se ci fai attenzione, c’è un gesto preciso: professare. Dichiarare…

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Fare scorrere acqua…

Il bene non arriva mai in uniforme. Non ha la postura dell’eroe, non ha i titoli di coda, non si mette al centro della scena. Anzi: quando il bene fa troppo rumore, spesso è già diventato altro. Pubblicità, narrazione, contabilità morale. Il bene vero, quello che ti sposta senza chiedere permesso, ha un passo basso.…

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Scrivere appunti non è prendere nota, non è archiviare informazioni come si fa con le cose che non ci servono più. È un gesto quieto, quasi domestico: sedersi accanto a un’idea, lasciarla parlare, darle tempo. È tornare su una frase finché smette di opporre resistenza, sostare dentro un dubbio senza scacciarlo. In fondo è questo:…

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Tutto il resto è noia (ma non per davvero)

Ieri sera — con quella indolenza naturale con cui si scivola su RaiPlay quando la giornata ha già consumato ogni pretesa — mi sono imbattuto nel film su Franco Califano. E con i biopic succede quasi sempre la stessa cosa: credi di guardare la vita di un altro, e invece finisci per misurare la tua.La…

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Tra il nulla e una risposta

Ci sono giorni in cui non stai cercando una soluzione. Stai cercando una presa. Non una risposta definitiva, non la verità con la V maiuscola, non la diagnosi impeccabile o il consiglio illuminato. Cerchi qualcosa che ti impedisca di scivolare ancora un po’ più giù. Qualcosa che faccia attrito, anche minimo, contro la caduta. È…

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