Il paese che ha smesso di ridere…

Ci sono epoche nelle quali la politica cambia attraverso le grandi leggi, le rivoluzioni, le piazze. E poi ce ne sono altre in cui cambia quasi senza farsi vedere, spostando di qualche centimetro il confine delle parole. È di queste ultime che bisognerebbe avere paura. Perché un Paese non diventa improvvisamente diverso da quello che…

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La scienza con il guinzaglio…

C’è un modo molto semplice per riconoscere quando la politica comincia a diventare pericolosa: non quando discute con la scienza, ma quando pretende di suggerirle la risposta. È una differenza sottile soltanto in apparenza.La politica ha tutto il diritto di scegliere. Anzi, è esattamente il suo mestiere. Può decidere quali valori privilegiare, quali interessi contemperare,…

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Non lo so. Spiegamelo tu!

Ci sono uomini che, per sembrare rivoluzionari, dichiarano guerra ai libri. È il modo più economico per sentirsi Galileo senza avere nemmeno la pazienza di imparare la tabellina del metodo scientifico.Dev’essere una strana forma di nostalgia. Dopo aver trascorso secoli a liberarci dalla superstizione, c’è chi sogna di tornarci con l’aria soddisfatta di chi ha…

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…è tutto un equilibrio sopra la follia.

Passiamo la vita a fidarci del pavimento. Gli affidiamo il peso dei mobili, i passi distratti, il sonno dei bambini, le stoviglie nelle credenze e tutte quelle piccole certezze che, non avendo mai dovuto dimostrare niente, chiamiamo casa. Poi la terra si muove appena e ogni cosa cambia significato: il lampadario diventa un avvertimento, una…

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…i diritti di tutti

C’è sempre un momento, dopo ogni attentato, in cui qualcuno prova a cambiare il soggetto della frase. Non è più l’uomo che ha ucciso. Non sono più le persone massacrate. Non è più il fanatismo che ha trasformato un essere umano in un’arma. All’improvviso il problema diventano quelli che erano lì, la loro esistenza, i…

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Il tempo che manca…

La scuola continua a misurarsi in ore, quadrimestri, programmi, verifiche, scadenze. È una geografia precisa, fatta di campanelle che dividono il mattino in porzioni uguali. Eppure chi insegna lo sa: quasi niente di ciò che conta davvero rispetta quell’orologio.La fiducia non entra in aula alle otto in punto. La curiosità non si lascia convocare. Il…

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Le istituzioni non sono un bottino di guerra…

Ci sono vicende che dividono il Paese. È inevitabile. È perfino sano. Si può discutere di una sentenza, criticarla, ritenerla sproporzionata, persino auspicare che il legislatore cambi una legge. È la democrazia.Quello che una democrazia non dovrebbe mai accettare, invece, è che il confine tra le istituzioni e la propaganda venga abbattuto con la stessa…

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Il confessionale acceso in salotto

La verità, detta così, sembra ancora una cosa nobile. Una parola verticale, quasi liturgica, da pronunciare con la schiena dritta e le mani pulite. La verità come liberazione, come luce, come uscita definitiva dalla piccola palude delle menzogne quotidiane. Poi arriva la televisione, le mette addosso un vestito di paillettes, le piazza un microfono davanti…

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La verità non serve più, se fa troppo poco rumore…

La comunicazione politica ha smesso da tempo di voler convincere. Convincere richiede una fatica antica: mettere in fila i fatti, rispettare la pazienza dell’altro, ammettere che tra un’idea e il suo contrario esiste uno spazio di responsabilità. Convincere significa ancora credere che l’interlocutore sia una coscienza, non un bersaglio.Trump ha capito prima di molti che…

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La cattedra è un mobile, non un destino…

Spiegare seduti mi è sempre sembrato un modo educato di arrendersi.Non sempre, certo. Non per principio. Ci sono ore in cui bisogna anche stare fermi, consegnare alla voce il peso di ciò che si dice, lasciare che una definizione cada sul quaderno con la sua esattezza, con quel rumore minimo delle cose che finalmente trovano…

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