La parte più difficile della pietà…

Ci sono storie davanti alle quali anche le parole dovrebbero togliersi le scarpe.Entrare piano. Senza la presunzione di spiegare, soprattutto senza quella volgarità contemporanea che pretende di assegnare in pochi minuti colpe, ragioni, assoluzioni. Ci sono fatti che non chiedono un commento: chiedono che si rimanga abbastanza a lungo davanti alla loro oscurità perché gli…

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Settembre ha anche questa gentilezza: mentre si comincia altrove, arrivano le voci di chi ha condiviso un tratto di strada. In questi giorni, messaggi, telefonate e mail di colleghi ed ex alunni mi stanno regalando una felicità discreta, che rimane addosso anche dopo aver posato il telefono. Mi commuove soprattutto il pensiero che precede il…

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La famiglia che non ci somiglia…

Ci sono famiglie che non si spezzano: si scuciono. Un punto alla volta, quasi senza rumore. Prima viene la stanchezza, poi il mutuo, le giornate tutte uguali, le parole rinviate a una sera meno affollata che non arriva mai. Infine resta quella forma domestica dell’educazione sentimentale che consiste nel chiamare stabilità ciò che ormai è…

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La paura ha bisogno di una casa…

Ci sono parole che diventano sospette solo perché qualcuno le pronuncia dalla parte sbagliata. Sicurezza, per esempio. È bastato consegnarla per anni alla grammatica delle frontiere, dei respingimenti, delle uniformi e dei porti chiusi perché una parte di noi cominciasse a considerarla una parola quasi indecente. Come se desiderare di sentirsi al sicuro fosse già…

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La scienza con il guinzaglio…

C’è un modo molto semplice per riconoscere quando la politica comincia a diventare pericolosa: non quando discute con la scienza, ma quando pretende di suggerirle la risposta. È una differenza sottile soltanto in apparenza.La politica ha tutto il diritto di scegliere. Anzi, è esattamente il suo mestiere. Può decidere quali valori privilegiare, quali interessi contemperare,…

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Gli anni senza il tasto replay

Gli anni Novanta non avevano memoria sufficiente.Ed è forse per questo che ne avevano molta.Non c’era un telefono pronto a certificare che eravamo stati felici. Nessuna storia da pubblicare prima ancora che la storia fosse accaduta. Nessun video verticale a dimostrare che quella sera avevamo ballato, riso, bevuto qualcosa di troppo, baciato qualcuno che poi…

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Mi scusi ancora…

Il signor Arturo Lamberti era un uomo educato. Non genericamente educato. Educato sul serio.Ringraziava il casellante dell’autostrada, salutava i distributori automatici quando gli restituivano il resto e, se entrando in un negozio faceva suonare per errore il campanello due volte, provava un leggero imbarazzo.Una volta aveva chiesto scusa a una sedia dopo averle dato un…

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L’avvelenata.

Alcune parole arrivano troppo presto per essere capite davvero. A diciassette anni le chiami canzoni, perché non sai ancora che certe frasi stanno scegliendo, in silenzio, l’uomo che proverai a diventare. Le impari a memoria quasi per caso. Poi restano. Ti insegnano che la dignità vale più della convenienza. Che chi cade non va deriso,…

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…e ognuno aspetta ‘a ciorta

Ci sono persone che dicono di non credere alla fortuna. Poi, però, escono di casa e tornano indietro perché hanno dimenticato una cosa. Se incontrano un gatto nero fanno finta di niente, ma cambiano marciapiede. Giurano che il colore di una maglietta non cambia il destino e, guarda caso, il giorno di un esame o…

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…è tutto un equilibrio sopra la follia.

Passiamo la vita a fidarci del pavimento. Gli affidiamo il peso dei mobili, i passi distratti, il sonno dei bambini, le stoviglie nelle credenze e tutte quelle piccole certezze che, non avendo mai dovuto dimostrare niente, chiamiamo casa. Poi la terra si muove appena e ogni cosa cambia significato: il lampadario diventa un avvertimento, una…

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