La verità non serve più, se fa troppo poco rumore…

La comunicazione politica ha smesso da tempo di voler convincere. Convincere richiede una fatica antica: mettere in fila i fatti, rispettare la pazienza dell’altro, ammettere che tra un’idea e il suo contrario esiste uno spazio di responsabilità. Convincere significa ancora credere che l’interlocutore sia una coscienza, non un bersaglio.Trump ha capito prima di molti che…

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L’opera e il suo fantasma…

Bisogna imparare a leggere i libri come si guardano certe città dall’alto: senza pretendere di riconoscere subito la casa del sindaco, il vicolo dove è avvenuto un delitto, la finestra dietro cui qualcuno ha sofferto o mentito. Da lontano, la città diventa forma. Le strade si dispongono secondo una logica che chi le abita non…

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Separarsi senza fare rumore…

Chiudi l’ultima pagina e il libro resta addosso come una stanza lasciata in ordine dopo una partenza: tutto è al suo posto, eppure qualcosa manca.Divorzio di velluto ha questa grazia crudele: racconta che ci si può separare anche senza frastuono, senza porte sbattute, senza sangue sulle mani. Ci si può dividere con educazione, con una specie…

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Con un sorriso che era già memoria…

Ci sono fotografie che non restituiscono il tempo, ma ne salvano il profumo. Basta un dettaglio, una luce, una postura, e chi non è più raggiungibile torna vicino: non come assenza, ma come gratitudine quieta per essere stati, un giorno, felici nello stesso istante.

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La grammatica del silenzio…

C’è un silenzio che somiglia alla paura e un silenzio che somiglia alla resa. Sono i più facili da riconoscere, perché hanno il capo basso, cercano riparo, aspettano che la tempesta passi sopra i tetti senza portarli via. Ma esiste un altro silenzio, più raro e più esatto. Non nasce dall’incapacità di parlare, ma dall’avere…

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La forma del ritorno…

Tornerai. Non perché le cose tornino davvero, non perché il tempo sappia ripercorrere la propria strada come un animale ammaestrato, non perché ciò che è stato abbia il dovere di risarcirci. Tornerai perché alcune presenze, quando sono state vere, non obbediscono più alla legge dei corpi: continuano a muoversi anche da ferme, a parlare anche…

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Il primo giorno di mare…

Il primo giorno di mare è il rito mite con cui l’acqua scioglie le fatiche dell’anno e il sole custodisce ciò che è rimasto buono: il lavoro fatto con dignità, i volti felici degli alunni, l’abbraccio dei figli, il sorriso di chi ami. E per un istante tutto respira.

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La forza delle cose…

Ci sono giorni in cui la scuola smette di essere edificio e diventa destino.Succede agli esami.Succede quando i corridoi perdono il rumore abituale, quando le porte si aprono piano, quando i nomi vengono chiamati uno alla volta e ogni ragazzo, prima ancora di parlare, consegna qualcosa di sé: una paura tenuta stretta, una speranza cucita…

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Le cose che tornano…

Amo le cose che tornano. La somma che chiude senza un resto, la dimostrazione che non lascia spifferi, la frase che combacia con la propria fine come una scatola col suo coperchio. In quegli istanti rari mi pare di sfiorare qualcosa di indubitabile, e respiro più piano.Poi esco, e fuori niente torna allo stesso modo.…

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