
Ci sono età in cui basta un bastone per avere una spada, una coperta per costruire un castello, una pozzanghera per attraversare un oceano. L’infanzia è l’unico tempo della vita in cui l’immaginazione non serve a fuggire dalla realtà, ma a renderla più grande.
I bambini pilotano aeroplani che non hanno mai visto una pista. Attraversano il salotto come se fosse il cielo, inclinano le braccia, imitano il rumore del motore e atterrano sul divano con la certezza di essere tornati da un viaggio lunghissimo. Nessuno osa dire loro che non hanno volato davvero. Perché, in fondo, sono gli unici ad averlo fatto. Combattono guerre furibonde e cinque minuti dopo dividono una merendina con il nemico. Litigano con la radicalità di chi non conosce ancora il compromesso, ma dimenticano con la stessa velocità. Noi adulti, invece, abbiamo imparato l’arte più inutile: ricordare ogni torto e custodirlo come se fosse un patrimonio.
Hanno paura del buio, dei tuoni, di un cane che abbaia troppo forte. Eppure salgono sulle spalle di qualcuno senza domandarsi se cadranno. Tendono la mano senza sospettare che possa essere tradita. Dormono ovunque trovino un cuore che batte tranquillo. La fiducia, per loro, è ancora la forma più naturale dell’intelligenza. Forse è questa la loro sapienza segreta: abitano il mondo prima che il mondo insegni loro a diffidarne.
Poi cresciamo. Cominciamo a misurare tutto. Le parole, le persone, le promesse, perfino i sorrisi. Impariamo che ogni gesto può nascondere un secondo significato e che ogni felicità, per essere credibile, deve avere una spiegazione. È allora che perdiamo qualcosa. Non l’innocenza soltanto, ma quella leggerezza silenziosa che permetteva alla gioia di arrivare senza dover bussare.
I bambini sono felici senza sapere di esserlo. Non cercano la felicità perché non l’hanno trasformata in un obiettivo. La vivono, semplicemente, come si respira.
Forse la nostalgia dell’infanzia non nasce dal desiderio di tornare piccoli. Nasce dalla memoria di quel tempo in cui bastava pochissimo per sentirsi interi. Prima che il mondo ci convincesse che, per essere felici, servisse sempre qualcosa in più.