La fedeltà misurata in centimetri…

Apprendiamo dal ministro degli Esteri che la stabilità sentimentale femminile è una grandezza misurabile in centimetri. Più precisamente: centimetri di gonna.
È una scoperta notevole, perché risolve in pochi secondi questioni sulle quali psicologi, sociologi, poeti, romanzieri e coppie in terapia si affannano inutilmente da secoli. L’amore? Il carattere? L’intelligenza? La compatibilità? Tutta roba complicata. Basta guardare dove finisce l’orlo. Più scende, più sale l’affidabilità.
Possiamo immaginare a breve l’apposita tabella ministeriale: minigonna, rischio elevato; ginocchio coperto, relazione moderatamente sicura; caviglia, matrimonio investment grade. Per il cappotto fino ai piedi dovrebbe intervenire direttamente Moody’s.
Il ragionamento di Antonio Tajani, pronunciato raccontando quale donna consiglierebbe al figlio di sposare, è più interessante proprio perché probabilmente voleva essere innocuo: una di quelle chiacchiere paterne da tavolata, con la donna affascinante che «mette qualche cornetto» e quella meno vistosa che invece «sta là», tiene insieme la casa e risponde quando la chiami. Ed è qui che le parole diventano istruttive.
Perché certi stereotipi non arrivano più con l’elmo cornuto del patriarcato, né annunciandosi con trombe e stendardi. Arrivano sorridendo. Sembrano buon senso. Una battuta. Un consiglio da padre a figlio. Ed è precisamente così che riescono a sopravvivere magnificamente alla modernità.
La donna seria è poco appariscente.
La donna bella è pericolosa.
Quella che ha avuto molti uomini potrebbe tradirti.
Quella che veste più castigata custodisce meglio la famiglia.
Manca soltanto che sappia fare la sfoglia e siamo pronti per il corredo.
Naturalmente nessuno pensa che un ministro degli Esteri scelga davvero i propri collaboratori misurando loro l’orlo dei pantaloni. Sarebbe ridicolo. Eppure applicare alle donne un criterio altrettanto ridicolo sembra conservare, in qualche angolo della cultura italiana, una sorprendente rispettabilità.
Il dettaglio più curioso è proprio la gonna. Perché attribuire a un pezzo di stoffa una qualità morale è un’antichissima passione maschile. Cambiano i secoli, cambiano i governi, cambiano i telefoni, mandiamo sonde nello spazio, discutiamo di intelligenza artificiale; ma da qualche parte resiste sempre un signore convinto che tra coscia e ginocchio passi il confine tra perdizione e affidabilità. È confortante sapere che, mentre il mondo affronta guerre, crisi climatiche e rivoluzioni tecnologiche, la geopolitica italiana possiede ancora certezze semplici. Una soprattutto: la fedeltà comincia sotto il ginocchio.

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