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Ci sono attese che non chiedono di essere riempite. Si lasciano abitare.Hanno il silenzio lungo di un corridoio d’università, una pagina aperta tra le mani, una musica che accompagna senza pretendere attenzione. E poi un telefono, posato lì accanto, che ogni tanto reclama uno sguardo, come fanno gli orizzonti quando aspetti qualcuno.In quei momenti il…
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