Le istituzioni non sono un bottino di guerra…

Ci sono vicende che dividono il Paese. È inevitabile. È perfino sano. Si può discutere di una sentenza, criticarla, ritenerla sproporzionata, persino auspicare che il legislatore cambi una legge. È la democrazia.Quello che una democrazia non dovrebbe mai accettare, invece, è che il confine tra le istituzioni e la propaganda venga abbattuto con la stessa…

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Il peso gentile delle scelte…

Le scelte assomigliano ai sentieri di montagna. Fino al bivio sembrano tutte possibili; dopo il primo passo, diventano una soltanto. È allora che smettono di essere un’idea e cominciano a essere un destino.Non serve avere ragione quando si sceglie. Serve avere la pazienza di restare accanto a ciò che si è scelto anche quando il…

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Il tempo che credevamo di avere…

Ci sono vite che sembrano interrompersi all’improvviso, e altre che continuano per decenni pur essendosi fermate molto tempo prima.Non è la morte a spaventarmi. È l’idea di essere sorpreso nel mezzo. Con una frase ancora da finire. Con una riconciliazione rimandata a domani. Con un libro aperto sul comodino e la convinzione sciocca che ci…

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Le ali nascono sempre due volte…

Le ali nascono sempre due volte. La prima volta nascono nella testa di qualcuno. La seconda nell’aria. Tra queste due nascite c’è sempre un tempo che gli altri chiamano follia. Perché ogni epoca ha avuto le sue persone ragionevoli, quelle che spiegavano con precisione perché una cosa fosse impossibile. E poi ha avuto qualcuno che,…

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La pagella più difficile…

Per molto tempo abbiamo creduto che educare significasse misurare. Mettere un numero accanto a una persona, come si fa con una temperatura o con la lunghezza di un tavolo. Otto, sei, quattro. Sufficiente. Insufficiente. Promosso. Rimandato.È un’illusione rassicurante. I numeri chiudono le discussioni, mentre le persone le aprono.Mario Lodi, con una frase soltanto, compie un…

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…la difficile arte del mare.

Ci sono partenze che nessuno festeggia. Non hanno il rumore dei treni che lasciano la stazione, né l’entusiasmo delle mappe aperte sul tavolo. Accadono in silenzio, dentro. Sono quelle in cui non si abbandona un luogo, ma una certezza. E le certezze, per quanto strette, sanno diventare una casa. Anche quando ci hanno tolto il…

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…la nota che non esiste

Ci sono sere in cui le note rinunciano a essere musica e diventano un modo più elegante di abitare il tempo. A chi, senza saperlo, ha reso possibile questo piccolo privilegio, il mio silenzioso grazie.

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Credi in te!

Prima di imparare a parlare, alcune cose sanno già farsi riconoscere. Hanno il pudore delle sorgenti: non fanno rumore, non reclamano attenzione, ma insistono. Affiorano in un dettaglio, nel modo in cui uno sguardo indugia dove gli altri passano oltre, nella pazienza con cui una domanda rimane aperta invece di accontentarsi della prima risposta.Ci sono…

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Il peso delle parole leggere…

C’è una forma di indignazione che non aggiunge nulla all’indignazione. È quella che, davanti all’ennesima ingiustizia, si accalca nei commenti con una sola parola: «Bastardi!». È quasi sempre il commento più applaudito. Quello che raccoglie più consensi perché non pretende nessuno sforzo: non di pensiero, non di linguaggio, non di coscienza.Eppure mi lascia ogni volta…

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Aspettando i Tartari…

La fortezza non è un luogo. È una scusa costruita abbastanza bene da poterci abitare dentro senza vergogna.Ha mura solide, regolamenti, turni di guardia, piccoli avanzamenti di carriera. Offre un letto, una divisa, un compito da svolgere. Soprattutto, concede una ragione credibile per rimandare la vita: non posso andarmene adesso, qualcosa potrebbe finalmente accadere.È questa…

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