L’ultima forma della presenza…

Quattro anni. Fa quasi impressione dirlo così, con questa misura netta, contabile, come se il tempo sapesse davvero fare il suo mestiere: mettere distanza, ordinare gli eventi, riporre il dolore in un cassetto meno esposto della memoria.E invece no.Il tempo passa, certamente. Cambia la luce sulle cose. Cambiano le stanze, le abitudini, le parole che…

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Il disco che insegna ad ascoltare…

Ci sono dischi che non si ascoltano: ti trovano. A Love Supreme fu per me questo: un vinile preso per caso in un mercatino di Napoli e diventato una porta. Non verso il jazz soltanto, ma verso l’idea che la musica possa salvare ciò che il dolore non è riuscito a distruggere.

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La preistoria in tasca…

Quando i Pink Floyd ripartono da un vecchio iPod, capisci che la memoria non è nostalgia: è hardware sopravvissuto. La musica resta cattedrale; il dispositivo, reliquia. Noi, in mezzo, una generazione che ha imparato l’infinito scaricandolo una traccia alla volta.

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Taccuini in tasca…

Porto sempre con me un taccuino. Non per disciplina, che è parola troppo militare per una cosa così fragile. Non per posa, che è il modo più triste di tradire un’abitudine vera. Lo porto perché certi pensieri, quando passano, non fanno rumore. Attraversano la giornata come animali piccoli nel sottobosco: basta un gesto di troppo,…

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La forma della goccia…

La forma più intelligente, in natura, non è quella che sfida il mondo a muso duro. Non è la sfera compatta, orgogliosa della propria chiusura. Non è nemmeno la punta aggressiva, convinta che basti ferire l’aria per attraversarla. È, piuttosto, una figura più umile e più sapiente: una testa arrotondata, un corpo che si concede…

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Il veleno delle scorciatoie…

Le fallacie logiche hanno un difetto di eleganza: sembrano pensieri e invece sono scorciatoie. Hanno la forma composta del ragionamento, l’andatura educata della deduzione, persino un certo profumo di latino che le fa sembrare nobili. Poi, a guardarle meglio, si scopre che non stavano pensando: stavano solo correndo.Una delle più insidiose è quella che scambia…

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Il dolore non vota…

Premessa necessaria, persino ovvia: il mio pensiero è lontano, in molti punti, da quello della Ministra Roccella. Lontano per sensibilità, per visione del mondo, per idea di società, per certe parole dette e per certe battaglie condotte. Ma c’è un punto in cui la distanza politica deve fermarsi. Non per cortesia. Per civiltà. Quel punto…

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La libertà di sparire…

Bisognerebbe avere il coraggio, ogni tanto, di sparire.Non per offesa.Non per posa.Non per quella teatralità infantile di chi chiude una porta facendo rumore, sperando che qualcuno dall’altra parte misuri il vuoto lasciato.Sparire davvero.Come si spegne una luce non necessaria.Come si chiude un rubinetto che gocciola da troppo tempo.Come si interrompe una frase prima che diventi…

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Il ricordo non chiede permesso…

“Dio ti prego salvami dai miei ricordi.” È una preghiera minima, ma contiene una catastrofe intera. Non chiede di essere salvati dal dolore, né dal futuro, né dal male che deve ancora arrivare. Chiede di essere salvati da ciò che è già stato. E questa è la forma più raffinata della condanna: non temere l’ignoto,…

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